La vita è un fiume e le sue acque scorrono… Ancora qualche tempo fa vivevo, in una felice simbiosi, all'interno di una famiglia che contava quattro gatti in casa e una trentina di assistiti fuori. La morte si è portata via due dei miei “figli” felini e anche fuori all'appello arrivano ormai pochi sopravvissuti dopo anni di sterilizzazioni e di malattie croniche.
Molti dei randagi che non ci sono più vivono, ora, in una dimensione senza tempo, in un mio quadro dedicato a loro ed intitolato “La Salita degli Angeli”. Non è solo il nome, casualmente indovinato, della stradina dove sono nati e cresciuti; il Gatto è davvero un Angelo, un inviato dell'Universo per farci godere della sua misteriosa presenza… Nel quadro due arcobaleni, incrociandosi, li riportano in terra, nella loro Salita. Giovani e vecchi, sani e malati… come li avevo conosciuti ed amati. Eternamente nel mio cuore. Ma la felinità, una volta dentro l'animo, non lo lascia più e così ci saranno sempre dei gatti di cui occuparsi: quelli del gattile o quelli che incontri.

Quella dei gatti è una realtà a parte. E' un piccolo mondo con le sue regole, un mondo a volte crudele senza ragione, quando li vedi morire o scomparire nel nulla, perdersi tra le ombre, ma anche ricco di gioie che solo i Loro Maestà felini sanno regalarci…
Il mondo che vorrei che tutti gli amici degli animali conoscessero e amassero.

 

 


 

 

EPITAFFIO PER TOMMASINA

4 marzo 2003

Il 4 marzo 2003, dopo una grave malattia, Tommasina mi ha lasciato. Dopo aver assistito, nel loro ultimo viaggio, tanti gatti, so quello che si prova in quei momenti, e anche dopo. Ma tutto sommato, una morte di vecchiaia viene percepita con più serenità, come una fine naturale della vita. Non è così se a portarteli via è una malattia che è mille volte più forte del tuo amore e di qualsiasi cura. "Cara Tommasina, sono diventata quello che sono grazie a te. Mi hai insegnato ad amare i gatti e a sentirmi a casa nel vostro mondo. Tutti i miei quadri li devo a Te: eri la mia Musa, perché sei sempre venuta al mio fianco mentre dipingevo; chissà se non mi suggerivi, mentalmente, come meglio stendere le pennellate? Eri una gatta di carattere; a volte scorbutica, dominante con gli altri felini. Ma accanto a me ti trasformavi in un gattino e ciucciavi il mio braccio, dolce e tenera.E’ arrivata ed è passata la primavera, e tu non l’hai più vista, tu che amavi tanto il sole e ad ascoltare sul poggiolo, di sera, i canti dei rospi in amore. Ne rimanevi incantata. Nessuno starà più per ore davanti ad una fessura del poggiolo nella speranza di riprendere un insetto, da lì uscito qualche anno fa. E nessuno si piazzerà, con l’aria decisa, sotto il fornello dove si sta preparando il nasello, facendo capire agli altri gatti che il pesce è di diritto solo di Tommasina... Ci saranno tanti "mai più". Li sto vivendo in ogni momento della mia vita. E’ una vita diversa da prima, che si svolge sui piani diversi, come dopo ogni grave perdita di una persona amata. Sì, persona... Perché sei stata l’anima della mia famiglia, mia bambina...Sono però consapevole che continui a vivere dentro di me, e perciò la tua morte non esiste, come non esiste la morte di Gigi o di Omar che se ne sono andati prima di te... Ci ritroviamo, dopo, negli altri piani dell’esistenza? Spero caldamente di sì. Hai lasciato impronte lievi sulla Terra e profonde nel mio cuore..."

 


 

EPITAFFIO PER PACINI

26 aprile 2005

Ed è giunta l'ora di scrivere un messaggio ed inviarlo nell'eternità anche a te, caro Pacini.
La tua vita si è fermata il 26 aprile 2005, e avevi solo 8 anni…Tu sei stato quel bimbo che “piangeva” se uscivo di casa, anche per poco, come se temessi che non sarei più tornata. Ed eri il primo a venirmi incontro, al mio ritorno. Venivi dalla campagna e amavi tutto ciò che è verde, comprese le foglie delle piante che man mano avevo dovuto eliminare per non farti intossicare; avevi nel tuo sangue i ritmi della vita contadina. Chissà cosa avresti dovuto fare, alzandosi “con le galline”, alle 5 del mattino…
Anche tu, come la Tommasina, sei partito per il tuo viaggio in primavera, nella stagione quando tutto si risveglia e si pensa alla vita e non alla morte. E quella tua io, certamente, non me la aspettavo… Il tuo generoso cuore si è spaccato a tradimento scuotendo l'esistenza del tuo grande amico felino con cui amavi giocare (lui, forse, gode ancora la tua compagnia, nell'astrale in cui i gatti sanno accedere), e lasciando un vuoto incolmabile nella mia vita.
Caro, piccolo Pacini, perdonami se le parole che non ti avevo detto (ma che potevi leggere sempre nel mio cuore), le ho scritte solo in quell'ultima lettera d'amore che è andata sotto terra accanto al tuo corpicino.
Mi verrai in braccio quando approderò anch'io alla “Salita degli Angeli”…

 

 

Epitaffio per  Opizzo

31 dicembre 2006

Te ne sei andato nell’ultimo giorno dell’anno, in sordina, come hai vissuto i nostri undici brevi anni insieme.

Non ti è mai piaciuto metterti in mostra, preferivi osservare gli altri e lasciar fare… Non potrei nemmeno immaginare i mondi che visitavi mentre te ne stavi lì, da solo nei tuoi posticini preferiti. Tu, Opizzino, appartenevi al Mistero che ogni gatto ha dentro la sua anima ma pochi lo sanno esprimere con quella grazia e discrezione che erano soltanto i tuoi. Il tuo nome apparteneva ad un nobile vissuto secoli fa, e tu eri la Nobiltà d’animo in persona. Nessuno come te sapeva conferirmi quegli avvolgenti serenità e mistero che scaturiva dalle tue fusa, appena percettibili, al limite del sentire umano - deve essere cosÏ il suono dell’Universo…

Piccolo, caro Opizzo, saprai mai quanto mi manchi? Saprai mai che io ho capito che con la tua morte avevi cercato di allontanare il male che non era destinato a te?

Mi manchi ogni giorno e ti ringrazio per avermi fatto una visita, dopo: avevo avvertito i tuoi baffi sulla mia guancia e il tuo melodioso ron-ron, mentre le nostre anime si stavano abbracciando in quel mondo che a volte si apre al nostro e dove tu sei sempre stato a casa…

 

Ci rivedremo, piccolo, e ti stringerò al cuore sentendo il tuo rassicurante calore . E l’Universo ci canterà la Tua melodia.