Epitaffio per i gatti senza nome

  

Un giorno, in viaggio, ho visto  sulla strada un randagio appena investito. Le macchine passavano sopra di lui, per molti di quelli che le occupavano era pari a uno straccio. Un ragazzo in moto si fermò per spostarlo: era un gesto di pietà. Ero grata a quel ragazzo, altrimenti l’avrei fatto io…Così sono nate queste righe.

 

 

 

Voi che non avete un nome,

malvisti dagli ignoranti e dai violenti,

che vivete sotto le macchine, 

girando in cerca di un po’ di cibo e di calore,

magari quello di un motore

che all’indomani diventerà la vostra tomba,

che andate a morire sulle strade trafficate,

falciate dalle ruote,

che rimanete sull’asfalto per giorni,

nell’indifferenza e nell’abbandono,

perdonatemi 

perché non ho potuto salvarvi,

perdonatemi

perché io non c’ero,

perdonatemi

perché gli altri uomini

vi hanno ucciso a sangue freddo,

perdonatemi

perché mi vergogno di appartenere alla specie

che considera stracci

voi gatti senza nome,

voi nobili fratelli miei,

voi che sapete rendere felice

il cuore mio che vi ama.

 

Riposate in pace.

 
 

Ho conosciuto  Daniela Tanchis via internet.
Vive ad Oristano, in Sardegna; e' laureata in lettere 
ed ha una grandissima sensibilita'verso il mondo animale. 
Ha composto queste bellissime righe dedicate ai suoi amici gatti deceduti. 
Per non dimenticarli. 
Lo meritano davvero: esseri puri, semplici, unici. 
Una particolare attenzione di Daniela verso questo genere di poesia 
mi ha trovato completamente d'accordo, entusiasta. 
Penso che molti potrebbero dedicare un pensiero a un amico 
animale che ci ha preceduto sulla via verso la morte...

Leggete queste tenere e vibranti parole di Daniela...





ALL’AMATO RICORDO DI


CICCIO, GRIGESCU, THAI, SOFFIONA, MASCHERINA E DI BILLY, IL CANE,
CHE NON FECERO RITORNO A CASA,
DI BISOGHETTA GIALLA,
UCCISA DAI CANI MENTRE DORMIVA TRANQUILLA NEL SUO GIARDINO,
DELLE DUE MAMME GENEROSE,
CHE PENSARONO SEMPRE PER PRIMI AI PROPRI FIGLI,
DI PINKY,
CHE PREFERI’ MORIRE LONTANO,
DI AIDA,
CHE VISSE CON ME SOLO QUATTRO GIORNI,
DEI TRE FIGLI DI PICCOLA,
SOFFOCATI DALLA POLMONITE,
E DI TUTTI I VIANDANTI DI CUI NON SEPPI MAI IL NOME.


RIPOSATE IN PACE.


 

CICCIO


Fui ucciso sul ciglio della strada,lontano da casa,
e mani pietose mi deposero nell'aiuola spartitraffico
per evitare lo scempio del mio corpo.
Giacqui insepolto e mi disfeci lentamente sotto il sole di giugno
finchè l'erba non ricoprì i miei resti.
Soltanto dopo sei mesi la mia mamma  scoprì cosa fu di me.
Aveva disperatamente sperato che,
visto il mio buon carattere,
qualcuno mi avesse preso con se,credendomi un randagio.
Ora piange la mia morte.
Non potendomi dare sepoltura nel mio bel giardino,
ha voluto almeno ricordare il mio nome in un biglietto,
che seppellì al mio posto sotto la nera terra.
Mi dispiace tanto,mamma...
Addio.

 



 

AIDA

(la gattina di 2 mesi raccolta dalla strada e
morta dopo 4 giorni di polmonite)

La mia vita non fu che una parentesi
fatta solo di fame e di dolore.
Morii in una casa sconosciuta
quando avevo trovato un po’ d’amore.
La donna pianse a lungo la mia fine
e mi mise a dormire in un giardino
tra gli amici che non ebbi e in mezzo ai fiori

 


 

BISOGHETTA GIALLA

(la gattina cieca uccisa all’età di 6 mesi da un cane)

Vissi come un’ombra tra le ombre,
riconoscendo il mondo dagli odori.
La vita mi lasciò mentre dormivo
ed in fondo ad un vortice di luce
ritrovai mia madre,Mascherina

 

 

 

CINZIA

(la gattina morta di panleucopenia all’età di 3 anni)

Vissi in disparte,senza amore,
odiando i miei simili e gli umani.
Ma ritornai a casa per morire,
come spinta da un invisibile richiamo,
e ora ascolto il cadere delle foglie
sul terreno, in inverno, piano piano…



 

 

GIALLONE

(il gatto scomparso nel luglio del 2003 all’età di 4 anni)

Sfinito,infine mi lasciai andare
e chiusi gli occhi sotto il sole.
Mentre intorno fiorivano i papaveri
mi intonarono il requiem le cicale


 

 

MASCHERINA

(la gatta scomparsa all’età di 1 anno)

La curiosità mi spinse oltre i confini
di una casa confortevole e sicura.
Mentre sognavo con gli occhi nell’azzurro
mi persi dentro al maggio delle rose


 

 

PAOLETTO

(il gatto morto di panleucopenia all’età di 3 anni)


Il trascorrere dei giorni mi vedeva
sempre più fragile e stanco di lottare.
Mi arresi tra le braccia della morte,
quando l’inverno stava per finire,
una notte di aprile senza luna
fredda e tagliente,come il mio dolore

 

 

 

SCIPIONE

(morto il 10 marzo 2003 all’età di 8 anni per una cardiopatia non diagnosticata)

Avevo il cuore troppo grande.
La mia vita si fermò all’improvviso,
sotto un sole privo di calore,
dopo un’esistenza breve ma felice.
Ora riposo sereno all’ombra di un olivo
ma rimpiango la luce del mattino.

 

 

 

SOFFIO

(la gatta scomparsa all’età di 4 anni)

Bella e superba come una regina
misi al mondo i figli e me ne andai,
lasciando la mia prole a Mascherina,
per seguire ciò che non trovai.
Non riposo con gli altri nel giardino,
le mie ossa giacciono lontano,
ma il mio spirito aleggia là vicino
ricercando il senso dell’Arcano

 


 

ZORBA

(il gattino di 6 mesi morto misteriosamente il 23 settembre 2003)

Nella tomba mi portai il segreto
di un’esistenza fiorita di illusioni.
La morte mi trovò mentre seguivo
la mamma nel suo giro tra i cortili.


 

 

Epitaffio per la “Bianchina”

 

Se n’è andata per sempre la “gattina del Circolo”, la “Bianchina”, “Giovanna d’ARCI”, come la chiamavo io, immancabile sulla scala nelle calde giornate di sole…

Come capita ad alcuni sfortunati gatti, a suo tempo era stata sbattuta fuori casa e approdò sul piazzale, tra i randagi, e poi al circolo “30 giugno” dove visse, tra il cortile, la scala e il magazzino di Aldo, per cinque o sei anni.

Era ben vista da molti, tanti anziani vedendola sdraiata sulla scala si chinavano per accarezzarla. Se a qualcuno dava fastidio (c’è sempre chi detesta gli animali) grazie ai suoi amici che la tenevano ben pulita e sana, non si è mai arrivati ai conflitti.

Era calma, affettuosa, discreta. Non chiedeva molto: un po’ di cibo, un po’ di carezze, un posto dove dormire. Era amica di Aldo con il quale amava “lavorare” insieme. “SUCIDAAAA!” la chiamava lui scherzosamente, e lei correva, coda in su, a strusciarsi contro la sua gamba e a dargli delle affettuose testate... Ogni tanto si perdeva, si nascondeva nei meandri del Circolo, e lui veniva matto a cercarla. Nell’ultima estate della sua vita si appassionò ai giocatori di bocce  e   si metteva tra gli spettatori, girando la testa  per non perdere i movimenti sul campo.

Non era giovane ma neppure vecchissima. La morte è venuta a prenderla senza permetterle di  godere un'altra primavera.

Ci mancherà questa piccola macchia bianca sulla scala e tra i rampicanti sul muro esterno del Circolo.. Addio cara Giovanna. Non ti sdraierai più al sole  né seguirai Aldo, Marcello oppure  Oscar sul terrazzo per godere la loro compagnia mentre giocano a carte.

Hai lasciato un’impronta lieve sulla terra ma profonda nei cuori di chi ti voleva bene.

 Amica dei Gatti  

                                         

2 epitaffi di Gabriella Arata...

  Titti

A TE E PER TE QUESTO GRIDO DI DOLORE

QUESTO URLO DI RABBIA

QUESTA SENSAZIONE DI IMPOTENZA

 

A TE CHE NON PARLAVI LA MIA LINGUA

MA CON I TUOI SUONI MELODIOSI 

CON I TUOI GESTI ARMONIOSI

TI SEI SEMPRE FATTA CAPIRE

 

A TE  CHE DORMIVI TRA LE MIE BRACCIA

NASCONDENDO IL  TUO CAPINO  NEL MIO SENO

A TE CHE ERI GELOSA DI CHIUNQUE  MI AVVICINASSE

A TE FIGLIA MIA E PER TE FIGLIA MIA

QUESTA GRANDE SOFFERENZA E’ DEDICATA

 

IL VUOTO LASCIATO DA TE

NULLA LO POTRA’ RIEMPIRE

OGNI GIORNO PARLERO’ CON TE

PER TUTTO IL TEMPO A VENIRE

 

I NOSTRI DISCORSI LI CONTINUEREMO A FARE

COME SE NULLA FOSSE SUCCESSO

COME SE OGNI GIORNO CI DOVESSIMO INCONTRARE

 

SOTTO UNA COPERTA DI FIORI STAI ORA RIPOSANDO

QUANDO TI SVEGLIERAI MI TROVERAI LI ACCANTO.

 

 

 

 

DEDICATA A PIPPI

 

PICCOLA,  DELICATA,  FRAGILE

I TUOI OCCHI NON SORRIDEVANO MAI

SOLO QUANDO TI ACCAREZZAVO

IL TUO MUSETTO SI TRASFORMAVA

NE VOLEVI ANCORA E ANCORA E ANCORA

NON TI BASTAVANO MAI

 

CHE STRAZIO NON VEDERE  PIU’  LA LUCE NEI TUOI OCCHI

NON VEDERTI BATTAGLIERA  COME SEMPRE

VEDERTI REMISSIVA,  RASSEGNATA

E QUASI DESIDEROSA DI ANDARTENE

 

SE CREDESSI AL SOPRANNATURALE

DOVREI DIRE CHE NON HAI RETTO AL DOLORE

CHE LA MORTE DI TITTI TI HA LASCIATO UN VUOTO INCOLMABILE

QUASI NON POTESSI  VIVERE SENZA DI LEI

 

QUESTA E’  LA SENSAZIONE CHE HO AVUTO

E MI DISPISCE ANCORA DI PIU’ CREDERE CHE SIA COSI’

PERCHE’ VUOL DIRE CHE IO NON TI BASTAVO

 

ADDIO PICCOLINA ORA RIPOSI ACCANTO  A  TITTI

SOTTO  UN PRATO FIORITO

IO SONO E SARO’ SEMPRE LI ACCANTO A VOI.

 

 

A BAFFO

 Graziella Boldrini

  

A Baffo, che comparve

Come per magia,

e deve il nome

 alle sue lunghe vibrisse;

 

A Baffo, che aveva paura,

e scelse sempre un cespuglio

per sentirsi più sicuro;

 

A Baffo, che si mostrava a noi

Da dietro alla casetta rossa.

E aspettava

La sua razione di pappa;

 

A baffo, che non riuscii mai

A fotografare

Perché, timido, scappò via;

 

A Baffo, che si riaffacciava,

perché il latte gli piaceva,

 e lo rendeva felice –

 

Come quel giorno, l’ultimo,

quando divorò la sua razione

di carne trita,

e poi bevve il latte,

e poi…

 

…E poi la sera, quella sera,

 per inseguire chissà cosa

attraversò la strada, e un’auto lo uccise.

 

A Baffo, che non appare più,

con le sue lunghe vibrisse,

dietro la casetta rossa,

ma che ha trovato posto nel mio cuore.