Su questo  sito mi arrivano spesso delle lettere di chi si avvicina 
per la prima volta al meraviglioso mondo dei gatti e cerca consigli 
pratici su come allevarli .Questi appunti sono destinati a loro. 
Spero che il parere di un’animalista e “gattara” di lungo corso 
possa essere d’aiuto. 
E non solo a loro!

UN GATTO IN CASA: I PERICOLI

- I gatti (anche da adulti!) sono curiosi non meno dei bambini piccoli, per cui se volete bene al vostro gatto cercate di non lasciare aperti i contenitori con i detersivi, coltelli, aghi, forbici, matasse di fili sulle superficie facilmente raggiungibili dal gatto. - Occhio ai sacchetti di plastica vuoti: a volte il gatto, cascatoci dentro, non è in grado di uscirne e viene colto dal panico! Uno dei miei randagi così, dentro un sacchetto, ha dovuto percorrere un centinaio di metri prima di essere riuscito a liberarsene. Immaginate il suo terrore! - Se avete i gattini piccoli non lasciate mai dei fili degli elettrodomestici penzolanti - potrebbero addentarle rimanendo fulminati. - Un'altra esca pericolosa sono i nastrini da regali: per afferrali il gatto usa la bocca e corre il rischio di tagliarsi la lingua. - Moltissime piante d’appartamento sono velenosissime per i nostri amici. Basta nominare l’azalea, la stella di Natale, oppure l’edera. Se non potete farne a meno cercate di metterli laddove il gatto non può arrivare. - Se il vostro gatto ha la libera uscita di casa e vicino corre una strada, mettete in conto che i pericoli per lui sono infiniti. E’ meglio far castrare il maschi: non andrà lontano in cerca di femmine

 

LE CURE IN CASA


I luoghi comuni sui gatti


- Non è vero che il gatto ha sette (o nove!) vite. 
I gatti sono incredibilmente stoici e non amano mostrare segni di debolezza,
a meno che non stiano davvero malissimo.  Ciononostante, è importante saper 
cogliere i primi segni del malessere.
A volte è il vomito. Non è detto che  il gatto che ha vomitato è malato: a 
volte lo fa per liberare lo stomaco dai peli ingoiati, specie se mangia l’erba 
gatta. Altre volte è semplicemente un sintomo di un dispiacere somatizzato 
(anche una discussione in famiglia, con le parole particolarmente forti): 
alcuni gatti sono molto delicati e nevrotici. 
Ma se il vomito si ripete non aspettate a portare il vostro amico dal vet, 
perché potrebbe accompagnare moltissime malattie pericolose: da una 
gastroenterite ai disturbi epatici o l’avvelenamento.
Le malattie renali: un vero flagello

- Molti anni di lavoro al gattile mi hanno permesso di constatare che, 
purtroppo, i reni nei gatti sono spesso il primo organo soggetto al deperimento. 
Tante  volte i primi sintomi ci sfuggono, mentre bisognerebbe, a partire 
dall’età di 8-9 anni, cominciare a osservare quante volte al giorno  il gatto 
beve (l’aumento della sete è il primo sintomo della malattia), se comincia a 
fare più pipì del solito, se sta dimagrendo, se ha l’alito cattivo (in genere 
è l’indice dell’azotemia alta). Nell’ultimo periodo della malattia nella bocca 
compaiono delle dolorosissime piaghe per cui l’animale smette di mangiare e 
deperisce con rapidità. Cercate di prevenire questo stato somministrando al 
gatto le cure che vi darà il veterinario: conosco dei gatti che con l’aiuto 
di una flebo quotidiana (una sorta di dialisi) sono riusciti a mantenere un 
buon tenore di vita pur avendo da anni l’insufficienza renale.

- Non cercate di curare il gatto da soli: una pastiglia ad uso umano per lui 
potrebbe risultare mortale!

Somministrare le pastiglie

- E se il vet vi prescrive una cura da fare al gatto? Niente di più facile, 
anche se i gatti sono abilissimi a riconoscere la compressa “sepolta” nelle 
profondità di una prelibatezza alimentare, e di conseguenza se ne vanno 
sdegnati. Provate a fare come faccio io: cacciargli la pastiglia in gola.
Se non è troppo “cattivo” ponetegli la mano sinistra sul capo, il pollice  
e l’indice appoggiati sulla bocca, dietro i canini. Tirategli la testa 
indietro. La pastiglia è nella vostra mano destra. Con questa mano aprite 
la bocca del gatto, contemporaneamente facendo pressione dietro i canini 
con la sinistra. Vedrete che la bocca si spalancherà, e mandate giù la 
pastiglia. Tenetegli la bocca chiusa dando leggeri colpetti sulla gola: 
la pillola andrà giù. E quando vedete che il gatto si sta leccando il naso 
significa che ha ingoiato davvero la pastiglia.
 I gatti davvero intrattabili vanno bendati o avvolti in un asciugamano, 
ma è un operazione dall’esito incerto per voi e per il gatto stesso, e 
comunque  non senza lo spargimento di sangue (vostro!).
Se dovete fargli le iniezioni fatevi insegnare prima dal veterinario: 
anche qui non c’è niente di difficile - dovete imparare a farlo se volete 
bene al gatto!


Sì all’omeopatia!

- Soltanto negli ultimi anni ho provato a ricorrere alle cure omeopatiche, 
per me e per i gatti, e ne sono rimasta entusiasta. A volte un rimedio 
omeopatico fa davvero miracoli, soprattutto per i problemi psicologici. 
Anche se esistono tantissimi libri per le cure omeopatiche “fai da te” è 
molto importante trovare un bravo veterinario omeopata che vi darà le prime 
nozioni di questa meravigliosa scienza medica (ce ne sono in tutte le grandi 
città). Ormai ho sperimentato la cura di più vari disturbi dei felini: da 
un forte raffreddore all’asma allergico, passando per tutti i tipi di 
diarrea, depressione, traumi, ecc. Non fatevi delle idee preconcette: 
“non ci credo”, provate per credere!

Le sterilizzazioni

- Esiste ancora la convinzione che i gatti sterilizzati cambiano il carattere 
diventando pigri e grossi. Niente di più sbagliato! Facendo sterilizzare la 
femmina eviterete le nascite indesiderate (i gattini finiscono per strada) 
e anche i rischi che comporta la pillola ormonale (i tumori mammari). E per 
quel che riguarda il maschio è l’unico modo per farlo smettere di marcare 
tutti gli oggetti in casa spruzzandoli. Inoltre gli risparmierete le risse, 
le ferite, e anche la brutta fine sotto le ruote di una macchina, perché un 
maschio intero è girovago. Non dimenticate anche che per via sessuale si 
trasmettono delle malattie mortali quali FIV, FELV e FIP, che a volte 
rimangono subdole per anni scoppiando quando il gatto diventa anziano, e 
altre volte sono davvero fulminanti!

Immunodeficienza felina (FIV)

- Non è assolutamente contagiosa  per noi, ma per gli altri gatti sì se un 
gatto malato si accoppia con una femmina sana trasmettendole il virus, o se 
si picchia con un altro maschio. Al gattile dove presto aiuto ci sono parecchi 
gatti FIV, che in genere stanno molto bene (alcuni sono anche grassi e obesi!).
Questa malattia potrebbe essere latente per lunghi anni e non dare alcun segno 
(conosco dei gatti FIV che hanno brillantemente superato i 15 anni di età), 
come potrebbe portare al deperimento degli organi vitali quali i reni e il fegato 
(fu così che mi sono morti  Gianni e Sirio, due sfortunati randagi…). 
In genere un gatto FIV, se è sterilizzato, non ha bisogno di essere isolato e 
può condurre una vita normalissima se si tengono sotto controllo le eventuali 
malattie da raffreddamento e le stomatiti (frequenti).

 

CONSIGLI ALLE GATTARE

SIATE CORAGGIOSI !

Non nascondetevi e non abbiate paura delle probabili contestazioni:
siete in regola! Non è vietato da nessuna legge sfamare gli animali
randagi, e nemmeno le ordinanze comunali  “anti-gatti” che ogni tanto
fanno notizia hanno una valenza giuridica in quanto poi vengono abolite
dalla Corte di Cassazione. Infatti, esistono da tempo le leggi nazionali
e regionali in materia di tutela degli animali randagi (pur con tante lacune, ma esistono!).
Praticamente, in ogni quartiere ci sono due o tre persone che si
distinguono per l’odio verso gli animali, e per i gatti in particolare
in quanto esseri completamente liberi e non soggiogati dall’uomo.
Alle contestazioni rispondete, con un tono deciso ma garbato, fate vedere
che conoscete i vostri diritti. La maggioranza dei contestatori non
insisterà nelle accuse se riuscirà a capire che non avete paura di loro.
A meno che non siete vincolati dagli orari di lavoro, non scegliete le
ore notturne per nutrire i gatti; chi vi vedrà nascondersi dagli sguardi
della gente penserà che state facendo qualcosa di proibito!

La pulizia è d’obbligo!

Questa raccomandazione è strettamente collegata alla prima: infatti, se
la gente vede che tenete pulito il posto dove date da mangiare ai gatti,
la maggior parte delle accuse non avrà più fondamento. E’ meglio lavare
i piatti dei gatti; in estate è preferibile aspettare che gli animali
finiscano di mangiare, per togliere gli avanzi. Altrimenti vi diranno
che le mosche esistono unicamente per via del mangiare dei gatti!
Non lasciate per terra le carte che volano, piattini di plastica, involucri
provvisori; è uno dei principali  argomenti contro la presenza dei gatti,
malgrado l’esistenza, pressoché ovunque, di tanta sporcizia umana…

Alimentazione

 
  1. Non date da mangiare ai gatti sughi, fritti, dolci (sarebbe un 
            attentato al loro fegato che è molto delicato…)
  2. Delle colonie molto numerose di solito vengono alimentate con dei 
            “pastoni” a base di pasta scondita o riso misti alle scatolette 
            (due etti di pasta + due scatolette, meglio se paté, per un gruppo 
            di 10-12 gatti è una razione minima)
  3. Non lasciate dei croccantini a basso prezzo, meglio darne pochi ma buoni
  4. Non portate ai gatti delle teste di acciughe: fanno male!
  5. Se fate cuocere delle ali di pollo cercate di togliere tutte le ossa, 
            specialmente piccoli, perché possono conficcarsi nella bocca del gatto
  6. Tutti gli avanzi del pasto di casa (arrosti, bolliti, ecc.) dovrebbero 
            essere spezzettati  o trittati; i gatti non sono in grado di masticare 
            dei pezzi molto grossi
  7. Non dimenticate mai di lasciare dell’acqua fresca che va cambiata tutti 
            i giorni. Ricordatevi che in ogni colonia sono presenti degli individui 
            con i problemi ai reni o al fegato che necessitano di bere spesso
  8. Il latte non è sempre digerito bene; ad alcuni gatti potrebbe far venire 
            la diarrea
    
    
    
    
    Alloggi
    
    Laddove il Comune non provvede al rifornimento alle gattare delle casette di 
    legno, costruite appositamente, è opportuno, per i mesi freddi, rivestire di 
    nailon delle scatole di cartone (quelle robuste) oppure mettere insieme due 
    scatole di polistirolo che troverete in ogni pescheria (quelle trattengono 
    il caldo!). Sono sufficienti ad assicurare ai gatti una minima protezione. 
    Ma allestire un rifugio facilmente identificabile significa anche esporre 
    gli animali all’attenzione delle persone cattive che si divertono a 
    distruggere ciò che avete fatto. In certi casi è preferibile non fare niente  
    e lasciare tutto così com’è;  gli animali sapranno scegliersi un rifugio 
    sicuro e tranquillo, anche se non sarà particolarmente comodo e caldo.
    

Le malattie

Il nemico principale del gatto sono dei virus delle vie repiratorie;
seguono le enteriti, poi le malattie renali. Oltre a ciò, i gatti sono
spesso soggetti alle stomatiti e gengiviti. E’ uno dei disturbi classici
che accompagnano l’immunodeficienza felina (FIV). Certe malattie sorgono,
appunto, come il corollario di alcune gravi patologie (FELV, FIP).
Le gattare più fortunate riescono a trovare un veterinario che fa degli
sconti per i randagi; in ogni caso bisognerebbe avere sempre, a portata
di mano, una confezione di antibiotico da dare per bocca, una pomata
cicatrizzante, una garza pulita, i fermenti lattici e le vitamine.
Chiedete sempre al vostro vet quali medicine è meglio avere sempre a
portata di mano.

Sì all’omeopatia e alle cure naturali!

- Soltanto negli ultimi anni ho provato a ricorrere alle cure omeopatiche,
per me e per i gatti, e ne sono rimasta entusiasta. A volte un rimedio
omeopatico fa davvero miracoli, soprattutto per i problemi psicologici.
Anche se esistono tantissimi libri per le cure omeopatiche “fai da te” è
molto importante trovare un bravo veterinario omeopata che vi darà le prime
nozioni di questa meravigliosa scienza medica (ce ne sono in tutte le grandi
città). Ormai ho sperimentato la cura di più vari disturbi dei felini: da
un forte raffreddore all’asma allergico, passando per tutti i tipi di
diarrea, depressione, traumi, ecc. Non fatevi delle idee preconcette:
“non ci credo”, provate per credere!
I gatti sono anche eccellenti “erboristi” e non rifiutano nessuna delle cure naturali, che si tratti di
Erbe, di fiori di Bach,  di gemmoterapia o di cristalloterapia.
 Vorrei consigliare a chi ama leggere ed essere aggiornato, due libri che credo siano tra i migliori ed utili in assoluto:

“Il manuale delle cure naturali per gli animali di casa”
, di A. Martini e F.Nocentini, Giuinti editore, 2007.
Nel libro si può anche apprendere le nozioni di pratiche radiestesiche, utilissime per  poter individuare da soli il rimedio adatto proprio al vostro gatto.

“L’erbario dei gatti” di Clair Nahmad, ed. Amrita, 2000